Leggende e Fatti

Fatti e leggende relativi al sangue cordonale

leggenda Per ottenere una terapia di successo è necessario impiegare cellule provenienti da un donatore compatibile perché le cellule prelevate dal proprio sangue cordonale non sono idonee.
Fatti Quando si parla di trapianto di cellule staminali, si fa spesso riferimento soltanto al trapianto allogenico (durante il quale si somministrano al paziente le cellule provenienti da un donatore compatibile). Esistono però anche i cosiddetti trapianti autologhi, nel corso dei quali vengono somministrate al paziente le proprie cellule staminali. Tali cellule vengono utilizzate a fini terapeutici addirittura con maggiore frequenza rispetto alle cellule di donatori: ogni anno infatti, in Europa vengono effettuati circa 25.000 trapianti e in ben 15.000 casi si impiegano le cellule del paziente stesso.1 E’ proprio per effettuare sempre di più, in futuro, i trapianti autologhi che conviene oggi conservare il sangue cordonale del bambino. L’utilizzo di cellule staminali autologhe (proprie) è approvato per diversi tipi di patologie che nei pazienti pediatrici sono, il più delle volte, tumori, linfomi, alcune leucemie e tumori tipici dell’età infantile. Nei pazienti adulti il numero e l’insorgenza di tali patologie hanno portata ancora più ampia.
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leggenda Non esiste nessuna prova medica in base alla quale una determinata patologia può essere curata con le cellule del proprio sangue cordonale; non si conoscono casi di impiego di sangue cordonale autologo ai fini di trapianto.
Fatti Le cellule del proprio sangue cordonale (conservato presso le biobanche private) sono state impiegate finora ai fini di trapianto autologo per le seguenti patologie: anemia aplastica acquisita2, neuroblastoma3, leucemia linfoblastica acuta4, medulloblastoma5, retinoblastoma3, sindrome mielodisplastica6 ed altre patologie neoplastiche3,6. La qualità delle cellule del sangue cordonale e la loro rapida accessibilità costituiscono il motivo principale per cui questo sangue è sempre più impiegato per i trapianti; il sangue dei donatori aiuta ben 4000 pazienti l’anno. Il proprio sangue cordonale può essere utilizzato in tutti quei casi per i quali oggi si ricorre alle cellule del proprio midollo osseo (trapianti autologhi).
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leggenda È inutile raccogliere e conservare il sangue cordonale di un bambino a fini autologhi, perché in caso di malattia è sempre possibile prelevare il proprio midollo osseo oppure le cellule del sangue periferico.
Fatti Oggi per i trapianti autologhi si utilizzano maggiormente cellule prelevate dal midollo osseo oppure dal sangue periferico del paziente stesso all’epoca della regressione dei sintomi patologici. Il midollo osseo e le cellule da esso prelevate possono però essere già lese dalla patologia, da chemioterapia o dall’invecchiamento. Ciò che è ancor peggio è che il midollo osseo può contenere anche cellule tumorali. Se nell’ambito della terapia si somministrano al paziente cellule di questo genere, è probabile che successivamente si verificherà una recidiva della malattia. A differenza di quanto suddetto, il sangue cordonale non contiene né cellule lese né cellule tumorali ed è pertanto molto più opportuno per la terapia stessa.
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leggenda Il sangue prelevato dal proprio cordone ombelicale non è adatto per la terapia perché può già contenere germi di malattia
Fatti Il sangue cordonale viene prelevato nella fase “0” della vita umana. Può contenere soltanto quelle cellule lese o quelle basi di futura malattia che si sono originate ancor prima della nascita. Cellule lese già presenti anche nel sangue cordonale sono state osservate soltanto in alcuni casi di leucemie che si manifestano nei bambini al di sotto dei 2-3 anni di vita. Tuttavia, la presenza di cellule malate può essere oggigiorno facilmente testata, pertanto si potrà decidere di conseguenza se è possibile o meno utilizzare il sangue cordonale. E’ stato questo il caso di una bambina affetta da leucemia acuta4 per la quale è stato effettuato un trapianto autologo ai fini di una terapia che ha avuto successo. La società CBC Group invia ai genitori un questionario sulle condizioni di salute del bambino per poter intercettare la possibile presenza di malattie geneticamente condizionate, Se viene confermata, attraverso le analisi, una patologia che implica la lesione di cellule emopoietiche, il relativo sangue cordonale non potrà essere utilizzato a fini terapeutici e verranno restituite ai genitori le commissioni pagate per i nostri servizi.
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leggenda C’è una possibilità estremamente esigua che un bambino possa aver bisogno del proprio sangue cordonale a fini terapeutici.
Fatti Nel 2008 è stato pubblicato un ampio studio sul calcolo delle probabilità che un individuo (in un dato momento della propria vita) abbia bisogno di un trapianto di cellule staminali emopoietiche. I risultati dello studio indicano che 1 persona su 400 viene sottoposta (in un dato momento della propria vita) a trapianto delle proprie cellule staminali emopoietiche (autologo). Nei bambini questa possibilità è più bassa: circa 1 individuo su 5000 sotto i 20 anni è sottoposto a trapianto autologo7. La probabilità di impiego del sangue cordonale conservato è addirittura più alta se pensiamo che questo sangue può essere impiegato per trapianti a beneficio di un fratello/sorella e in alcuni casi anche dei genitori stessi. Un fratello/sorella compatibile rappresenta il donatore più prezioso (e quindi preferito) di cellule ematopoietiche8.
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leggenda La conservazione privata del sangue cordonale non ha senso poiché – se in futuro si viene a rendere necessaria una terapia con cellule proprie del bambino – la maggior parte dei bambini che hanno donato sangue cordonale ad una biobanca pubblica, lo potrà ritrovare.
Fatti Le biobanche pubbliche acquisiscono il sangue cordonale dei bambini i cui genitori hanno deciso di effettuare la donazione. Tuttavia in Italia le famiglie che decidono di conservare sono circa il 2-3%. Vale a dire che la stragrande maggioranza dei bambini non ha sangue conservato nemmeno presso una biobanca pubblica. Inoltre, le biobanche pubbliche conservano meno del 30% circa del sangue donato. Alla fine, più del 70% del sangue donato non viene crioconservato. Attualmente nelle biobanche pubbliche italiane si conserva il sangue cordonale di circa 22.000 bambini e ogni anno si aggiungono altri 3000 bambini circa9. Gli altri bambini non hanno il proprio sangue cordonale crioconservato e dunque non ne possono usufruire in caso di necessità.
leggenda Se i genitori optano per la conservazione privata del sangue cordonale dei propri figli sottraggono utile materiale alle biobanche pubbliche che non potranno quindi assicurare quantitativi sufficienti di sangue cordonale ai pazienti che necessitano di tale risorsa.
Fatti Le biobanche pubbliche di sangue cordonale non hanno problemi legati allo scarso numero di donatori. In Italia il sangue cordonale è prelevato a fini privati nel 5% circa delle nascite e per le biobanche pubbliche la percentuale scende al 2%. Rimane pertanto un’enorme riserva per le biobanche pubbliche dato che il sangue cordonale non viene prelevato affatto nel 93% delle nascite. I prelievi e la conservazione del sangue cordonale per uso proprio o di un fratello/sorella presso le biobanche private è oggigiorno un servizio comune in Europa, USA ed Asia. A livello mondiale le biobanche private sono oggi circa 140, tra cui più di 40 operanti in Europa. La Germania ad esempio è uno dei paesi in cui il sistema di biobanche pubbliche è molto sviluppato – con più di 26 000 unità di sangue cordonale conservate – e allo stesso è molto diffusa la conservazione presso biobanche private. Questo paese è la dimostrazione che i due sistemi – pubblico e privato – possono coesistere senza che l’uno pregiudichi l’altro.
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leggenda Se conservate il sangue cordonale per vostro figlio presso una biobanca privata, i medici non possono comunque utilizzarlo a fini terapeutici, poiché non è noto che le strutture private seguono gli standard internazionali in materia di qualità di trattamento del sangue cordonale.
Fatti Tutti i centri che eseguono prelievo, trasporto, trattamento e conservazione del sangue cordonale (siano essi strutture pubbliche o private) devono ottenere – ai fini dell’esercizio della propria attività – l’autorizzazione nazionale. Nel settore della manipolazione del sangue cordonale ogni legislazione nazionale europea applica i principi delle Direttive UE 2004/13/EC, 2006/17/EC, 2006/86/EC. Le strutture CBC Group soddisfano tutti gli standard di qualità prescritti. I procedimenti tecnologici sono sottoposti al costante controllo delle autorità mediche statali nonché dei nostri specialisti. CBC Group gestisce anche una biobanca pubblica di sangue cordonale, membro delle organizzazioni internazionali BMDW, WMDA, NetCord ed applica gli standard internazionali per la donazione,il prelievo, i test,la lavorazione, la crioconservazione,lo stoccaggio e la distribuzione di sangue cordonale. Il sangue cordonale trattato presso CBC Group è accettato ed utilizzato dai centri di trapianto dell’UE e USA.
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leggenda Finora non è stata confermata la possibilità di impiego del proprio sangue cordonale nel campo della rigenerazione dei tessuti.
Fatti Il rinnovo del midollo osseo attraverso cellule ematopoietiche sane ha rappresentato a lungo l’obiettivo principale della terapia cellulare. Oggi però la terapia cellulare si sta spingendo ben oltre il trapianto classico, verso problematiche neurologiche, autoimmuni, cardiovascolari o legate ad altre patologie10. Negli USA e in Germania sono oggi in atto diversi studi clinici che monitorano gli effetti terapeutici del proprio sangue cordonale in caso di malattie come diabete di tipo I, paralisi cerebrale infantile o lesioni cerebrali alla nascita. Nell’ambito di tali studi è stato somministrato il proprio sangue cordonale a più di 200 bambini. L’impatto delle cellule staminali del sangue cordonale in grado di differenziarsi in varie cellule dell’organismo umano è un fenomeno intensamente esaminato anche per ulteriori indicazioni (ortopedia, cardiologia, neurologia ecc.)11.

 

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leggenda La conservazione privata di sangue cordonale a pagamento si oppone al principio di una sanità equa.
Fatti I pagamenti totali o parziali per i servizi sanitari rappresentano oggi una comune realtà in Europa. Tuttavia non tutti i cittadini possono permettersi servizi al di sopra dello standard. La missione della società CBC Group risiede nel garantire al più alto numero possibile di bambini di avere a disposizione le proprie cellule staminali prelevate dal sangue cordonale. In futuro possono salvare la vita. Pertanto offriamo ai genitori un prezzo agevolato privo di concorrenza, per rendere più facile la loro decisione di conservare il sangue cordonale per il proprio figlio.

 

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leggenda Conservare le cellule staminali è pericoloso perché tali cellule possono essere utilizzate per la clonazione.
Fatti Tutte le bio-banche pubbliche e private sono sottoposte a legislazioni nazionali e direttive UE molto ferree che vietano tassativamente la clonazione. Le sanzioni infatti sono paragonabili al traffico degli organi umani. D’altro canto, oltre ai divieti formali vi è un impedimento di natura sostanziale, in quanto scientificamente ancora oggi non ci sono le conoscenze per clonare gli organi del corpo, e quindi la clonazione umana risulta impossibile.

 

Leggenda Conservare le cellule staminali è pericoloso perché tali cellule possono essere utilizzate per la clonazione.
Fatti Il diritto di proprietà e di utilizzo dell’unità di sangue cordonale è riservato al cliente stesso. Tutte le bio-banche pubbliche e private sono sottoposte a legislazioni nazionali e direttive UE molto ferree che vietano tassativamente la clonazione. Le sanzioni infatti sono paragonabili al traffico degli organi umani. D’altro canto, oltre ai divieti formali vi è un impedimento di natura sostanziale, in quanto scientificamente ancora oggi non ci sono le conoscenze per clonare gli organi del corpo, e quindi la clonazione umana risulta impossibile. Per garantire la sicurezza delle unità di sangue cordonale, la CBC applica delle procedure molto rigide che mirano a tutelare la riservatezza delle informazione personali dei nostri clienti. L’accesso a tale informazione è limitato esclusivamente al personale abilitato.
  1. Grathwohl et al., Transfusion and Aphresis Science. 2010, European Survey on clinical use of cord blood for hematopoietic and non-hematopoietic indications

  2. Fruchtman, Biol. Blood and Marrow Transplantation .2004, 10:741-742; The Successful Treatment of Severe Aplastic Anaemia with Autologous Cord Blood Transplantation

  3. http://parentsguidecordblood.org/content/usa/medical/autocbt.shtml?navid=37

  4. Hayani et al., Pediatrics, 2007, 119; 269-300; First Report of Autologous Cord Blood Transplantation in the Treatment of a Child with Leukemia

  5. Husáková, Book of Abstract SIOP conference 2008; The Use of Autologous Cord Blood in the Treatment of Medulloblastoma in Infant

  6. http://www.viacord.com/service-expertise-transplant-history.htm

  7. Nietfeld et al., Biology Blood Marrow Transplant. 2008 March; 14(3): 316–322; Lifetime Probability of Hematopoietic Stem Cells Transplantation in the US

  8. Glückman, et al., New England Journal of Medicine, 1997, 337, 373-381; Outcome of Cord Blood Transplantation for Related and Unrelated Donors

  9. Katz et al., Transfusion, Banking cord blood stem cells; attitude and knowledge of pregnant woman in five European countries

  10. CIBMTR – Center for International Blood and Marrow Transplant Research, 2009

  11. http://clinicaltrials.gov/ct2/results?term=autologous+cord+blood

cbc