Trapianto da Cellule Ematopoietche

Molte gravi malattie sono caratterizzate dal malfunzionamento della formazione del sangue nel midollo osseo, dalla mancanza cioè di formazione di globuli rossi, bianchi e di piastrine. Quando ci troviamo di fronte a questi casi ricorrere ad un trapianto utilizzando cellule staminali ematopoietiche significa decidere di salvare la vita della persona affetta da tale malattia.

Il trapianto può essere di due tipi: autologo ed allogenico.

Il trapianto autologo è un trapianto nel quale vengono utilizzate le proprie cellule staminali. Dato che si tratta delle proprie cellule non c’è nessun rischio di complicazioni post-trapianto (tipo GvHD – malattia del trapianto contro l’ospite). Il vantaggio delle cellule del cordone ombelicale per questo tipo di trapianto consiste nella loro “purezza” perché  prelevate al momento della nascita quindi prive dell’influenza negativa di terapie o del processo di invecchiamento.

Non sempre è possibile effettuare un trapianto di tipo autologo. Nei casi in cui le cellule provengano da un’altra persona si parla di trapianto allogenico. Qui la compatibilità tra donatore e ricevente è un elemento fondamentale e spesso i donatori si trovano tra i consanguinei, in particolare tra i fratelli. Questo tipo di trapianto risulta necessario quando non si siano conservate le proprie cellule ematopoietiche o quando queste presentano segnali di una malattia già in corso. Con le nuove tecnologie e grazie agli studi clinici oggi il trapianto autologo è usato più frequentemente rispetto a quello autologo. In Europa il 62% dei trapianti ematopoietici è autologo mentre nel 38% dei casi è allogenico (dei quali il 50% proviene dal fratello) ampliando di molto le possibilità di guarigione da malattie anche gravi.

Fonte: Gratwohl A, Baldomero H, Aljurf M, et al. Hematopoietic stem cell transplantation: a global perspective. JAMA. 2010;303(16):1617-1624.

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