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Lucia – Repubblica Slovacca

La salute della famiglia: l’unica cosa che conta

Da un infortunio alla leucemia

Lucia, una bambina che viveva in un piccolo villaggio della Repubblica Slovacca,  a sette anni, un giorno si fece male a scuola.

Prima dell’intervento chirurgico necessario  i medici fecero delle analisi del sangue e scoprirono che la bambina aveva un numero troppo alto di globuli bianchi. Le fecero fare molte altre analisi, che confermarono una leucemia mieloide cronica. ‘’In un momento come quello tutto il mondo ti crolla addosso – raccontano i genitori di Lucia. I dottori spiegarono ai genitori che un adulto con una tale patologia può sopravvivere fino a trent’anni. Ma per un bambino…il tempo è molto meno.

 

Un fratellino, una nuova speranza

Abbiamo avuto modo di informarci su questa malattia. E ci siamo resi conto che avevamo una possibilità da considerare. La raccolta del sangue del cordone ombelicale di un fratello. Lucia si era ammalata a settembre e a settembre sua mamma era di nuovo incinta. In questo modo avevano qualche speranza

 

L’unica possibilità per la raccolta

La Dott.ssa Julia Horakova dell’Università Ematologica e Oncologica pediatrica dell’Ospedale Universitario di Bratislava: ‘’Esiste il 25-30% di possibile compatibilità tra fratelli. Per questo non volevamo perdere l’occasione di prelevare il sangue cordonale del fratellino di Lucia, cosa che si può fare solo al momento della nascita di un bambino. Il sangue cordonale fu prelevato ed era compatibile. Ma il numero di cellule staminali presenti non era sufficiente per Lucia. Così il sangue cordonale dovette essere congelato, e la famiglia dovette aspettare finché Patrick avesse almeno un anno, in modo che si potesse fare un prelievo anche dal midollo per aggiungere queste cellule a quelle cordonali’’. E quando il piccolo raggiunse un determinato peso i dottori furono in grado di prelevare le cellule del suo midollo osseo.

 

Il primo, ma non l’unico, trapianto tra fratelli in Slovacchia.

Lucia è oggi la prima paziente slovacca che ha beneficiato del sangue proveniente dal cordone ombelicale di suo fratello. Oggi ha 23 anni, è una ragazza solare e si sta laureando in giornalismo.

La Dott.ssa Julia Horakova: ’’Dopo la storia di Lucia facemmo lo stesso con tutti gli altri pazienti iscritti nel registro dei trapianti, se venivamo a sapere che una mamma era di nuovo incinta raccomandavamo di far prelevare il sangue cordonale. Abbiamo fatto oggi cinque trapianti da fratelli donatori compatibili, quattro dei quali senza dover aggiungere cellule staminali provenienti da altre fonti’’.

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