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Le storie di successo

La storia di Léna

In December of last year, little Léna, two years old, went to the USA with her parents. In Léna she was diagnosed with infantile cerebral palsy and is the first Hungarian girl to be treated in the USA with stem cell therapy derived from the blood of her umbilical cord.

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25° anniversario dal primo trapianto eseguito con sangue cordonale (6 Ottobre)

25° anniversario dal primo trapianto con sangue prelevato dal cordone ombelicale. Quest’anno segna il 25°anniversario dal primo trapianto con sangue cordonale, eseguito in Francia su un bambino colpito dall’Anemia di Fanconi. Superato lo scetticismo iniziale manifestato da scienziati e specialisti, il settore delle biobanche private e dei trapianti si è sviluppato esponenzialmente, a partire dai primi studi effettuati nell’Indiana e in Francia. Il sangue cordonale è diventato una fonte preziosa di cellule staminali ematopoietiche. Negli ultimi anni inoltre, la ricerca ha fornito sempre più prove dell’efficacia dell’utilizzo delle staminali nel campo emergente della medicina rigenerativa

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Due casi di successo

A 25 anni dal primo trapianto di successo con sangue cordonale, eseguito a Parigi su un bambino con una forma severa di anemia ereditaria, superato lo scetticismo iniziale manifestato da alcuni specialisti del campo, il sangue cordonale è diventato una fonte considerata molto preziosa di cellule staminali ematopoietiche.  Inoltre la ricerca, negli ultimi anni, ha fornito argomentazioni sulla possibilità di nuovi utilizzi clinici nel campo emergente delle staminali nella medicina rigenerativa.

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Alba – Spagna

Ritrovare la vita nel proprio sangue cordonale

Quando decidono di conservare il sangue cordonale dei propri figli, tutti I genitori sperano ovviamente di non doverlo mai utilizzare. D’altra parte, se insorge una malattia e il medico chiede se il sangue cordonale sia stato conservato, sono tutti felici di dire SI

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Barret – Canada

cellule staminali per il diabete di tipo 1

Nostro figlio, Barret, è nato a Toronto il 24 luglio del 1997. Un amico di mia moglie, tecnico di laboratorio, ci raccontò di quanti progressi stesse facendo la ricerca sulle cellule staminali, e quanto fosse semplice ed indolore prelevarle e conservarle. Parlammo con la nostra ostetrica della possibilità di conservare il sangue del cordone ombelicale.

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Chloe

Enormi progressi dopo somministrazione di sangue cordonale

Chloe Levine era una bambina sana. O almeno è quello che pensavano tutti. Ma a 9 mesi perse l’uso della mano destra. Poi non riuscì più a gattonare perché anche la gamba destra non funzionava bene.

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Gunther Ceusters

Drake – Arkansas – USA

Non pensavamo che avrebbe mai potuto sorridere

Un bambino di 3 anni dell’Arkansas (USA) è il primo a prendere parte ad un trial clinico con cellule staminali del cordone ombelicale per il trattamento di una paralisi cerebrale. Prima del trapianto questo bimbo aveva un serio ritardo nello sviluppo.

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Harlow

La vita grazie alla conservazione del sangue cordonale di Harlow

Jamie e suo marito, Ben, capirono che qualcosa non andava quando la loro bimba di sole due settimane, Harlow, iniziò a piangere più del normale. I medici dissero che aveva solo delle coliche e suggerirono ai genitori di farla dormire in una posizione diversa. Ma Harlow non stava meglio. A tre mesi la sua pancia iniziò a gonfiarsi e smise di bagnare i pannolini.

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La storia di Andrej

Il piccolo Andrej e i suoi genitori rappresentano una delle 95.000 famiglie che hanno deciso di raccogliere e conservare il sangue cordonale dei propri figli rivolgendosi a noi.

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Macko

Joseph Jr. – Texas – USA

Quanto vicini possano essere dei fratelli

Joseph e Darlene Davis, di Cedar Hill – Texas sono gli orgogliosi genitori di due bambini sani, Joseph Jr, di 12 anni e Isaac, di 10. Joseph però non è sempre stato sano come oggi.

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Lucia – Repubblica Slovacca

La salute della famiglia: l’unica cosa che conta

Da un infortunio alla leucemia

Lucia, una bambina che viveva in un piccolo villaggio della Repubblica Slovacca,  a sette anni, un giorno si fece male a scuola.

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Marie – Repubblica Slovacca

Un rapporto più che fraterno

Marie, oggi una studentessa, non è sempre stata cosi sana. E’ nata con un difetto nella produzione di globuli rossi, una malattia molto grave, nota come anemia di Blackfan-Diamond. Questa patologia è curabile solo con un trapianto di cellule staminali ematopoietiche.

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