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Il sangue cordonale può migliorare le condizioni in caso di danni cerebrali nei bambini

I risultati delle ultime ricerche di laboratorio mostrano che la somministrazione ripetuta di sangue cordonale può favorire la cura di danni cerebrali nei bambini a seguito di deficit di ossigeno durante la gravidanza o al momento del parto.

Uno studio pubblicato sulla rivista Brain Research potrebbe rappresentare la base per studi clinici nell’ambito dei quali verrebbe testata questa specifica terapia nei bambini. La terapia con sangue cordonale ha le potenzialità per migliorare le capacità motoriche e cognitive compromesse nei bambini affetti da poliomielite. Questa malattia ha effetti negativi sul tono muscolare, sul movimento e sulle capacità motoriche. Quasi la metà dei neonati affetti da questa patologia e curati secondo le procedure standard di oggi continua purtroppo a morire o comunque a trascorrere l’intera esistenza con importanti disabilità. La co-autrice del summenzionato studio (la dottoranda Tayla Penny) ha specificato che gli scienziati dell’Hudson Institute avevano dimostrato già in studi pre-clinici che le cellule staminali del sangue cordonale rappresentano una terapia sicura ed efficace in caso di danni cerebrali perinatali (ovvero insorti durante la gravidanza o al momento del parto).

“In questo studio abbiamo confrontato l’efficienza a lungo termine della somministrazione singola di sangue cordonale rispetto alla terapia ripetuta. Per la prima volta abbiamo scoperto che la somministrazione ripetuta di cellule staminali del sangue cordonale riesce a migliorare le capacità comportamentali dei pazienti; ciò che però più conta è che vengono ridotte – a lungo termine – anche le conseguenze dei danni cerebrali in sé”. Questo è quanto riporta la studentessa dottoranda Tayla Penny, sottolineando che questo tipo di terapia cellulare ripetuta può condurre ad una riduzione dell’insorgenza della poliomielite.

Ulteriori passi

Lo studio servirà come fonte di informazioni per futuri studi clinici nell’ambito dei quali il sangue cordonale sarà utilizzato come terapia nei bambini che hanno subito danni cerebrali a causa di deficit di ossigeno. “Fino a questo momento, nella maggior parte degli studi clinici si è continuato a somministrare le cellule del sangue cordonale soltanto in unica soluzione. Sulla scorta dei nostri risultati proponiamo nuovi studi che prevedano la somministrazione multipla delle cellule”, spiega sempre Tayla Penny.

Cos’è la poliomielite

La poliomielite rappresenta un insieme di disturbi che influiscono sulle capacità motorie. È causata da danni cerebrali durante la gravidanza, al momento del parto o subito dopo la nascita del bambino. In tutto il mondo vi sono circa 17 milioni di persone affette da poliomielite. Questa patologia si verifica assai spesso nei bambini che nascono prematuramente e addirittura nel 70% dei casi il parto è complicato da infezioni contratte durante la gravidanza. I bambini affetti da poliomielite hanno difficoltà motoriche ed altri disturbi, come disfunzioni del linguaggio, della vista, del sonno e comportamentali.

Articolo elaborato sulla base di: https://hudson.org.au/latest-news/umbilical-cord-blood-could-improve-brain-injury-in-babies/

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