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Bambino con ricostruzione del labbro leporino

Il labbro leporino o schisi del labbro e del palato è una malformazione congenita importante la cui terapia richiede il sostegno di un team interdisciplinare composto da pediatra, ostetrico, esperto di genetica, chirurgo plastico, ortopedico specializzato nella mascella, logopedista, psicologo ed altri specialisti. Il protocollo di ricostruzione del labbro leporino comprende diversi interventi chirurgici.

I bambini affetti da questa malformazione, durante l’infanzia, vengono in genere sottoposti ad almeno tre operazioni di ricostruzione. Lo schema temporale degli interventi inizia all’età di 4 – 6 mesi e termina quando il paziente ha ormai 14 anni. 

Attualmente sono in corso ricerche innovative inerenti all’uso delle cellule staminali prelevate dall’ombelico o dalla placenta, con l’obiettivo di migliorare la terapia del labbro leporino. I risultati preliminari dell’impiego delle cellule staminali del sangue ombelicale e placentare non hanno mostrato alcun effetto indesiderato, ma – al contrario – hanno fatto registrare un miglioramento dei risultati della cura della labiopalatoschisi.

Il nuovo metodo che ha mostrato risultati positivi viene attuato come parte integrante della chirurgia ricostruttiva, quando il bambino ha già diversi mesi. Esso risiede nella creazione e nella crescita di un nuovo osso che va a chiudere la schisi mascellare, con la possibilità di evitare successive altre operazioni – come descrive il dottor Alejandro Garcia Botero dell’ospedale San José di Bogotà, in Colombia.

Il potenziale vantaggio di questo nuovo metodo consiste nell’evitare la necessità del successivo intervento chirurgico di trapianto osseo, ovvero quella che attualmente è la tecnica standard per la chiusura della fessura, ma che presenta potenziali complicanze ed espone il paziente ad un’ulteriore o addirittura ad ulteriori operazioni.

Questo studio di caso è il primo del suo genere e concerne il ruolo delle cellule staminali come elemento integrante dell’intervento chirurgico primario.

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