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Alex

Storia di Alex – Trattamento della paralisi cerebrale dei bambini con cellule staminali

A soli tre anni Alex Stan ha preso un aereo per gli Stati Uniti, all’inizio di marzo. Alex ha una paralisi cerebrale ed è il primo bambino rumeno con questa diagnosi che sarà trattato con un trapianto di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale. Cord Blood Center Group ha sponsorizzato Alex e la sua famiglia economicamente e ha anche fornito il sangue cordonale al Duke University Hospital, uno dei migliori ospedali statunitensi. I ragazzi trattati sono sotto la supervisione di pionieri del sangue del cordone ombelicale e della famosa specialista Dr. Joanne Kurtzberg.

Gunther CeustersSiamo felici di essere la prima banca familiare di sangue del cordone ombelicale che fornisce questa opzione in Europa Centrale. L’uso del proprio sangue del cordone ombelicale nel caso di Alex ha confermato nuovamente l’alta qualità dei trapianti con preparati conservati nel laboratorio del gruppo Cord Blood Center.”

Gunther Ceusters

Storia di Alex

Un giorno (non) ordinario

Macko

La storia di Alex potrebbe essere la storia di ognuno di noi. Era nato sano, ma in undici mesi, è successo qualcosa che gli ha cambiato la vita per sempre: mentre mangiava ha avuto un arresto respiratorio che successivamente lo ha portato alla paralisi cerebrale. Dopo l’incidente, tutta la famiglia ha cercato per Alex la cura migliore.

Alex a rodičia

Lotta per la vita

Alex ha trascorso diversi mesi in vari ospedali d’Europa, seguiti da una serie di terapie. Dopo l’incidente non era in grado di portare il cibo alla bocca e neppure di assumerlo.

Nel giro di più di due anni la famiglia ha cercato di fare tutto il possibile per mantenere il ragazzo in buona forma e migliorare le sue condizioni. Il programma diurno di Alex include la terapia del movimento, la terapia dietetica, il massaggio, l’agopuntura, l’osteopatia, l’idroterapia e l’ippoterapia.

prof. dr. Günther BernertQuando ho visto Alex, ho pensato che difficilmente avrebbe potuto controllare la posizione e i movimenti del corpo. Abbiamo cercato di migliorare questa situazione sorta come conseguenza dell’ipossia, ricorrendo ad una terapia a lungo termine”.

Dr. Günther Bernert, neurologo dell’ospedale pediatrico Gottfried von Preyer, Vienna.

Misure precauzionali alla nascita

Quando Alex è nato, i suoi genitori hanno conservato il sangue del cordone ombelicale presso la banca di famiglia Cord Blood Center. Durante il trattamento di Alex, hanno appreso della Duke University; e quando Cord Blood Center ha offerto la possibilità di trattamento, hanno deciso di seguire questa strada.

Alla fine del 2012, Alex è stato sottoposto al trattamento con infusione delle proprie cellule staminali negli Stati Uniti. Anche se sono passati due anni dopo l’incidente, c’è ancora molta speranza che le cellule staminali di Alex possano essere sfruttate nelle aree danneggiate.


Mai dire che non si potrebbe fare di più

Ci concentriamo sul futuro

I genitori di Alex sono ottimisti, ma cercano di mantenere una certa dose di realismo.

Crediamo che migliorerà, ma non vogliamo definire cosa significa miglioramento. Cerchiamo di limitare la sensazione di impotenza, sofferenza e dolore concentrandosi sul futuro, sul nostro obiettivo, non sul passato. Come genitore non puoi mai dire che hai fatto abbastanza e non puoi mai fermarti.”

George Stan, padre di Alex

Possibilità di guarire

Il medico curante di Alex prof. Dr. Günther Bernert supporta questa decisione:

prof. dr. Günther Bernert

“Sono sicuro che il trapianto di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale può a lungo termine contribuire a migliorare la salute e la riabilitazione dei bambini con varie malattie del cervello. Al momento, però, non abbiamo abbastanza informazioni per poter affermare con certezza quale tipo di danno risponde meglio a questo trattamento”.

Nel caso di Alex, due anni sono già stati dedicati a tutti gli altri metodi di guarigione; quindi è un buon momento per iniziare un altro metodo di trattamento e dargli la possibilità di migliorare.”

prof. Dr. Günther Bernert, neurologo all’ospedale pediatrico Gottfried von Preyer, Vienna.

La Prof. Joanne Kurtzberg, che conduce un trattamento sperimentale all’ospedale della Duke University, è più specifica:

profesorka Dr. Joanne Kurtzbergová“Per quanto riguarda Alex, credo che vedremo qualcosa dopo i primi tre-sei mesi. È molto difficile prevedere, ma penso che potrebbe essere più intelligente, più consapevole del suo ambiente – e ancor più nell’interazione con i genitori. Di solito vediamo cambiamenti nelle funzioni cognitive, nella funzionalità del pensiero cerebrale prima di osservare cambiamenti nelle competenze motorie.”

Prof. Joanne Kurtzberg, Duke University, USA.

Krvinka Malvínka

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