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Le informazioni più recenti

Impiego del sangue ombelicale nelle operazioni cardiache nei neonati

Svitlana aspettava il primo figlio e nella 20° settimana il medico diagnosticò che il bambino sarebbe nato con un difetto cardiaco congenito; pertanto le consigliò l’interruzione della gravidanza. “Non volevo neppure ascoltarle quelle cose!” – racconta Svitlana. “Come posso sbarazzarmi di un bambino che sento dentro di me ogni secondo, percepisco i suoi movimenti e lo amo più di ogni altra cosa al mondo”.

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Emma era nata con la spina bifida – durante l’operazione ha ricevuto un’infusione di sangue ombelicale

“Era il giorno del nostro primo anniversario di matrimonio e mio marito era stato con me a fare l’ecografia; volevamo vedere insieme nostra figlia, ma lì ricevemmo una bruttissima notizia” racconta Daria, la madre di Emma. Daria era alla 35° settimana di gravidanza, quando il medico – dopo la visita – gli comunicò che la bambina nel grembo era affetta da spina bifida. “Non avevo mai neppure sentito parlare di questa patologia. Non mi misi a cercare informazioni qua e là perché fino al giorno della nascita speravo che il medici si fossero sbagliati e che mia figlia sarebbe nata sanissima”. La piccola Emma è nata nel 2015.

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Clampaggio ritardato

Negli ultimi anni si discute delle possibili influenze del taglio del cordone ombelicale al momento del parto sul neonato. Dato che molti genitori prendono in considerazione la possibilità di conservare il sangue ombelicale al momento della nascita del bambino, ci si chiede se è consentito procedere con il clampaggio ritardato del cordone e – al tempo stesso – conservare il sangue ombelicale nella rispettiva banca. La risposta è: SÌ. Leggete qui e scoprite quali sono le condizioni:

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Bambino con ricostruzione del labbro leporino

Il labbro leporino o schisi del labbro e del palato è una malformazione congenita importante la cui terapia richiede il sostegno di un team interdisciplinare composto da pediatra, ostetrico, esperto di genetica, chirurgo plastico, ortopedico specializzato nella mascella, logopedista, psicologo ed altri specialisti. Il protocollo di ricostruzione del labbro leporino comprende diversi interventi chirurgici.

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La storia di Letti Da una sospetta ernietta alla vittoria sul neuroblastoma grazie al sangue ombelicale autologo

Letti non aveva neppure due anni quando la sua vita si è rivoltata di centoottanta gradi. Fino ad allora era stata sanissima, ma ad un certo punto ha dovuto intraprendere – insieme ai genitori – un duro cammino che l’ha portata alla guarigione; ed oggi è tornata a ridere spensierata. Ad aiutarla è stato il suo stesso sangue ombelicale che i genitori avevano fatto stoccare nella propria banca di sangue ombelicale di famiglia tramite Cord Blood Center.

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È possibile la trasmissione del COVID-19 dalla madre al feto?

Uno studio clinico ha mostrato che, in conseguenza di infezione da COVID-19 in tarda fase di gravidanza, non si sono verificate infezioni intrauterine del feto. I campioni di liquido amniotico, sangue ombelicale e tampone faringeo dei neonati alla nascita sono risultati negativi all’infezione da COVID-19.1 Non esistono neppure prove che durante la gravidanza il virus possa essere trasmesso al feto in fase di sviluppo.2

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Dal sangue cordonale alla degenerazione della macula

University of Illinois a Chicago negli Stati Uniti è un partecipante nella seconda fase di una sperimentazione clinica nazionale per valutare la sicurezza e la tollerabilità utilizzando cellule multipotenti ottenute dal sangue del cordone ombelicale per il trattamento della degenerazione maculare senile, la causa più comune di perdita della vista nelle persone di età superiore ai 55 anni. Questa malattia causa il danneggiamento delle cellule fotosensibili nel centro della retina, portando a una perdita della visione centrale – una diminuzione della qualità dell’acuità visiva e la capacità di leggere, gestire e riconoscere i volti.

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Piú cellule staminali

Le cellule staminali sono cellule che producono diversi tipi di cellule nel corpo umano e hanno il potenziale per svilupparsi in diversi tipi di tessuti umani. La terapia con cellule staminali sta diventando più comune nel trattamento di varie malattie e si prevede che l’ampliamento della ricerca in quest’area porterà ad un uso più frequente del trattamento.

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La placenta è una nuova fonte promettente di cellule staminali

Sono passati più di 40 anni da quando in medicina è stato utilizzato con successo il trapianto di cellule staminali per la prima volta. Gli scienziati le hanno isolati dal midollo osseo. Una pietra miliare importante nel trattamento delle malattie gravi fu il 1978 e la scoperta e la scoperta che il sangue del cordone ombelicale era una buona fonte di cellule staminali. Seguirono altri 10 anni di ricerca intensiva, mentre il sangue del cordone ombelicale fu usato per il trapianto. Il successo di questa procedura è confermato dal fatto che oltre 30.000 trapianti di sangue del cordone ombelicale sono stati eseguiti in tutto il mondo da allora. Tuttavia, i progressi non si sono fermati. Gli scienziati stanno cercando altre fonti di cellule staminali e, come suggeriscono le ultime ricerche, c’è un enorme potenziale per la placca placentare fino a poco tempo fa inosservato.

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